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Cattivik

L' AUTORE
Silver - Cattivik

Cattivik è stato creato da Bonvi (Franco Bonvicini) nel 1967 che l'ha affidato a Silver fin dagli anni ' 70.

E da allora è sempre stato Silver, con l'aiuto di valenti collaboratori, ad occuparsene.

Silver, al secolo Guido Silvestri, esordisce nel fumetto nel 1971 collaborando a Nick Carter,  personaggio cardine della trasmissione "Gulp!Fumetti in TV" ideato da Bonvi e De Maria.

Nel 1974 crea per il Corriere dei Ragazzi la strip di Lupo Alberto.

Dal 1976 Silver e Lupo Alberto entrano nella scuderia di EUREKA, magazine dell'Editoriale Corno, rivista principalmente dedicata al fumetto d'autore e con la quale il personaggio inizia la sua scalata al successo, diventando in soli due anni il preferito dai lettori in un referendum di popolarità.

Dal 1979 al 1982 Silver, in qualità di disegnatore satirico, fa parte della redazione del quotidiano L'OCCHIO, diretto da Maurizio Costanzo.

Dal 1984 attraverso varie esperienze editoriali Silver e la Fattoria McKenzie danno vita a una rivista interamente dedicata al personaggio di Lupo Alberto, da cui avranno origine svariate iniziative in campo sociale e commerciale che consacreranno Lupo Alberto come vero e proprio fenomeno di costume.

I PERSONAGGI

Cattivik

Attuale domicilio: un punto imprecisato delle fogne cittadine.

Aspetto fisico: nessuno ha mai visto il suo vero volto o, se lo ha visto, non è sopravvissuto allo shock. Cattivik indossa una calzamaglia aderente di colore nero  o  forse non è nera, è solo sporca. Forti incertezze permangono anche sull'altezza e sulle altre misure del criminale: le prime foto scattate lo ritraggono alto e con la silhouette a peperone. Successivamente lo si è visto assumere i contorni di una melanzana per poi rimpicciolirsi a mo' di pera. Attualmente sembra essersi assestato sulla forma di una castagna.

Abitudini: Cattivik è un criminale piuttosto metodico. Di giorno dorme nella sua fogna, di notte esce allo scoperto perpetrando le più orribili nefandezze purché la sveglia funzioni e suoni all'ora giusta: altrimenti colpisce anche di mattina o di pomeriggio.

Modus operandi: Cattivik non utilizza né proprie autovetture né sofisticate apparecchiature per compiere furti e grassazioni. Si muove a piedi saltellando per i vicoli e sogghignando 'Yuk! Yuk!' e 'Uaz! Uaz! Non rompe I vetri delle gioiellerie con lance termiche o punte di diamante ma con i mattoni. Se i vetri sono a prova di proiettile, il mattone rimbalza e colpisce lui che l'ha tirato.

Complici: Cattivik è un criminale solitario. In spregio all'umano istinto alla cooperazione non ruba né taglieggia con altri colleghi, preferisce agire solo contro tutti.

Annotazioni: apparentemente Cattivik non ha paura di niente. Vive a suo agio nella notte nera, tra la folla di emarginati e desaparecidos che la popola. In realtà viene terrorizzato dai canarini e dagli atti di bontà. Odia i fidanzatini. Le donne lo mettono a disagio. Quelle belle, perché quelle brutte gli piacciono. Non teme la morte, è lei che teme lui.

CURIOSITA'
Cattivik

SILVER E CATTIVIK

La domanda che più spesso i fans mi rivolgono è: Che cosa è Cattivik? Un uomo? Un animale? E' di questo mondo? Al che io rispondo con le parole di Bonvi, che lo ideò nel lontano 1965:
Cattivik è una macchia d'inchiostro: non importa cosa sia, l'importante è che sporchi.

E fedele alla consegna, lui, Cattivik, accento a piacere su una qualsiasi delle tre vocali, continua a imbrattare da anni pagine di libri, riviste di fumetti, schermi televisivi e scaffali di cartolerie.

Cattivik ha sempre contato su un pubblico più affettuoso che spendaccione. Fa parte di quella schiera di personaggi che tutti conoscono ma che non tutti acquistano, nonostante le sue scoppiettanti e variegate forme commerciali.

Eppure di sopprimerlo non mi è mai passato per la testa. Per un mucchio di ragioni, la principale delle quali è che ci sono affezionato. E un’altra delle tante è che mi riscatta dalla virtuosa (oltre che sfigata) rettitudine della mia creatura principe: Lupo Alberto.

Cattivik era nato alla metà degli anni Sessanta come bonaria e goliardica parodia dei cosiddetti “fumetti neri”, quei fumetti cioè che ribaltando genialmente le consuetudini proponevano eroi di segno negativo, il cui capostipite, e non a caso unico sopravvissuto, è Diabolik . In quell’epoca, nell’infuriare di proposte editoriali a suon di calzamaglie nere, di nomi grondanti efferatezze e infarciti di “X” , “K” e altre minacciose consonanti, nacquero numerose parodie di quel genere.
E' curioso notare come Cattivik sia durato ben oltre la tendenza che lo aveva originato, raro esempio di parodia che sopravvive al parodiato.

Cattivik è stato anche negli anni un banco di prova per molti autori, ai quali va il merito di questa sua longevità per le massicce dosi di entusiasmo e freschezza che vi hanno infuso. D'altra parte lavorare su Cattivik ha lo stesso effetto che ha maltrattare quei pupazzi gommosi anti-stress: più gli fai male più ti rilassi.
E di male in oltre quarant'anni di servizio gliene abbiamo fatto parecchio. Non c'è cassaforte che precipitando dall'ultimo piano di un edificio non gli centri con millimetrica precisione (di spigolo) la calotta cranica, non c'è schiacciasassi che lo scansi o feroce mastino che lo risparmi.
Ma il nostro eroe pieno di macchie e di paure, questa stilla di inchiostro puro non demorde, e rimessi insieme i cocci eccolo accingersi nuovamente a perpetrare il Male: la sua missione.

Cattivik è un giro di blues attorno al quale puoi costruire tutto.
Cattivik è il territorio nel quale posso essere politicamente scorretto.


Silver   

 

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